Chiesa di S. Nicola - prolocomorano

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Chiesa di S. Nicola

Morano Calabro

Tra gli intricatissimi vicoli irti di scalette e resi  misteriosi da bui angiporti, sorge la Chiesa di S. Nicola di Bari, probabilmente tra i più antichi edifici religiosi di Morano.
Nella piccola piazzetta, animata da una deliziosa fontana del ‘500, sorgeva anche il Sedile della Nobiltà cittadina, la quale aveva nella chiesa di S. Nicola il patronato di un fastoso altare.
Entrati dalla porta principale ornata da un portale tardo gotico, siamo accolti in una vasta navata luminosa e ornatissima da ridondanti stucchi barocchi.
Rimaneggiata nella 2metà del ‘700, l’attuale tempio conserva notevoli opere dei questo periodo.
A sinistra è visibile una piccola statua del XVI secolo in marmo raffigurante la Madonna di Trapani.
Subito dopo l’altare del Sacro Cuore assegnabile alla fine del secolo scorso, precede il Venerato Crocefisso, opera del tardo ‘500 o inizi del secolo seguente, realizzato con tecniche miste (pastiglia) simile ad altri lavori di questa tipologia conservati a Saracena e a Cassano.
Dei frammenti in legno intagliato del ‘600 sovrastano la graziosa statua della Madonna della Purificazione scolpita con una certa sicurezza da Eugenio Cerchiaro appartenente ad una stirpe di bravi scultori attivi nel XVII e XVIII secolo.
Passati davanti all’altare maggiore, osservando una espressiva Madonna Addolorata del primo ‘800 incontriamo lo stupendo altare del Santissimo Nome di Gesù realizzato in scagliola, ravvivato da motivi di fiori e uccelli di grande effetto, secondo modelli assai in voga tra il XVIII secolo.
Il dipinto invece del tardo ‘500, raffigurante la Circoncisione è da riportare ad un ignoto maestro del quale si conoscono altre opere a Saracena e Castrovillari.
Appresso una gradevole Immacolata databile dopo il 1750, forse d’autore locale, e, tralasciando il mediocre dipinto della Madonna del Carmine della fine del XVIII secolo, troviamo il fonte battesimale sormontato da un pregevole lavoro di intarsio di bottega locale del ‘700 nei modi alle opere dei Fusco, ai quali si deve il bellissimo coro ligneo, dietro l’altare maggiore in marmi policromi, elaborato a Napoli nel 1770.
Il Coro composto da due ordini di sedili reca la data del 1772 e la firma di Agostino Fusco, il migliore ebanista che Morano abbia avuto nel corso del ‘700.
Ci dirigiamo quindi nella chiesa inferiore dove sulla scala potremo ammirare uno splendido dipinto di Pedro Torres della fine del XVI secolo raffigurante Madonna col Bambino, S. Lucia e S. Caterina d’Alessandria.
Si giunge così al Succorpo dedicato alla Madonna delle Grazie o della Purificazione. Una antica chiesa, forse tardo romanica, sulla quale è sorta la chiesa di S. Nicola, completamente rimaneggiata nel ‘700.
Interessanti in questo antico sacrario un dipinto attribuito sempre al Torres con la Madonna del Carmine e i Santi Francesco di Paola e Silvestro; a destra un quadro settecentesco con la Madonna del Buon Consiglio e a sinistra l’enorme tela raffigurante il Giudizio Universale dipinto da Angelo Galtieri di Mormanno nel 1739, autore anche di un pregevolissimo ciclo di affreschi nella parrocchiale di Castelluccio Inferiore.
Ci soffermiamo davanti all’altare maggiore opera di un buon lapicida locale e osserviamo la statua della Madonna delle Grazie, particolarissima perché eseguita e modellata in muratura e stucco, probabilmente sulla metà del ‘500 e analoga ad altre realizzazioni simili nelle chiese di Nocara, Mormanno, S. Sosti e Cassano.
Dopo aver apprezzato l’intaglio che decora il seggio del Priore della Confraternita, del primo ‘800, non dobbiamo dimenticare di ammirare , fissato nel muro, un delicato bacile in terracotta invetriata del ‘700 utilizzato come acquasantiera.

 
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